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La Separazione

Avv. Matteo santini - Foro di Roma

La separazione dei coniugi è disciplinata sia dalle norme contenute nel codice civile (artt. 150 e ss.) e di procedura civile, che da norme speciali.
Con la separazione, i coniugi intraprendono il primo passo, al fine di porre fine al rapporto giuridico instauratosi con il matrimonio. Ma sarà solo con la sentenza di divorzio che cesserà definitivamente il vincolo matrimoniale e le parti perderanno lo status di coniuge.
Oggi la separazione può essere chiesta da ciascuno dei coniugi per qualsiasi motivo che renda intollerabile la prosecuzione della vita coniugale, indipendentemente dalla colpa di uno dei due coniugi.
Tra la separazione ed il divorzio devono intercorrere almeno tre anni, che decorrono dalla data di comparizione dei coniugi separandi dinnanzi al Tribunale. Affinché decorrano i tre anni previsti dalla legge, è quindi necessario che si verifichi una situazione di separazione instaurata nelle forme previste dalla legge e cioè mediante ricorso al Tribunale. Una separazione di fatto, consistente semplicemente nella cessazione della convivenza, non produce effetti sul piano giuridico e non è idonea a far decorrere il termine di tre anni per la richiesta di divorzio
La separazione dei coniugi può essere consensuale o giudiziale.

La scelta della separazione consensuale è senza dubbio la via più celere e meno costosa per porre fine al proprio rapporto matrimoniale. Essa si basa sostanzialmente nell'accordo dei coniugi che viene manifestato in forma espressa davanti al Tribunale. Le parti procedono alla redazione di un ricorso congiunto, all’interno del quale vengono indicate le condizioni alle quali i coniugi intendono separarsi. E’ possibile procedere alla redazione di un ricorso per separazione consensuale, anche senza l’ausilio e l’assistenza di un avvocato, anche se è consigliabile rivolgersi ad un professionista del settore, e questo perché le pattuizioni e le condizioni alle quali i coniugi possono separarsi incontrano limiti predeterminati da norme specifiche in materia. Il tempo medio per ottenere una separazione consensuale (cioè il tempo intercorrente tra il deposito del ricorso e l'omologazione del Tribunale) è di circa 3 - 7 mesi, a fronte di un periodo molto più lungo (2-3 anni) per addivenire ad una separazione giudiziale. Inoltre nel caso di separazione giudiziale i tempi possono essere ulteriormente allungati da un'eventuale appello o ricorso in cassazione.
Trascorsi tre anni dal giorno della separazione è possibile avviare le procedure per ottenere il divorzio. La procedura di separazione consensuale (e anche quella di divorzio congiunto), si instaura con la presentazione di un ricorso al Tribunale del luogo di residenza o domicilio dell'uno o dell'altro coniuge.
Appena depositato il ricorso, viene predisposto e costituito il fascicolo d'ufficio ed il presidente del tribunale fissa con decreto l'udienza alla quale i coniugi devono comparire personalmente (di solito circa tre/cinque mesi dopo la presentazione del ricorso).  Nel corso di tale udienza dovrà essere esperito il tentativo di conciliazione dei coniugi, la cui riuscita è un evento estremamente raro. Nella suddetta ipotesi verrebbe redatto verbale di conciliazione in cui sarebbe annotata tale volontà.
L'ipotesi più frequente invece è quella in cui, le parti rinnovano la loro volontà di separarsi alle condizioni di cui al ricorso. Il Tribunale effettua un controllo di conformità tra quanto richiesto nel ricorso e la normativa vigente in materia, ponendo particolare attenzione e cura all'aspetto dell'affidamento e del mantenimento della prole. Si tratta della c.d. omologazione, ovvero il controllo sulla conformità e compatibilità degli accordi di separazione alla legge; è un procedimento che si instaura d'ufficio e segna la fase ultima della separazione consensuale, conferendo piena efficacia agli accordi di separazione
A differenza della separazione consensuale, quella giudiziale implica l'instaurarsi di una lite giudiziale.
Peculiarità della separazione giudiziale, è la possibilità dell' addebito della separazione ad uno dei coniugi. E' infatti possibile che uno dei coniugi chieda espressamente al Tribunale di dichiarare l'altro coniuge come unico responsabile del fallimento coniugale. Il Giudice a tal fine dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.
Diversi sono i comportamenti ed i fatti che possono portare all' addebito della separazione. Oltre a fatti gravissimi quali la commissione di atti di violenza o reati da parte di un coniuge nei confronti dell'altro (che in taluni casi rendono ammissibile anche il divorzio immediato), vi sono altri comportamenti che pur non trovando espresso riferimento in supporti normativi, vengono valutati dai Tribunali per l' addebito della separazione; tra questi ricordiamo le vessazioni psicologiche, l'estrema gelosia, l'atteggiamento del coniuge più facoltoso che fa mancare all'altro i mezzi di sostentamento, l’infedeltà coniugale, ma solo nel caso in cui essa rappresenti la causa del fallimento coniugale e non la conseguenza.
Nella separazione, sia essa consensuale o giudiziale vengono affrontati svariati aspetti, sui quali il Tribunale si dovrà pronunziare, quali a titolo esemplificativo, l’assegnazione della casa coniugale, la corresponsione di un eventuale assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole o dei figli minorenni / maggiorenni, la corresponsione degli alimenti  e l’affidamento della prole.
E’ doveroso sottolineare che successivamente all’introduzione della legge n. 54/2006, è prevista la regola generale dell’ affidamento condiviso. Ciò significa che i figli, dopo la separazione, vengono affidati (salvo ipotesi eccezionali) ad entrambi i genitori, i quali continueranno ad esercitare la loro potestà genitoriale sulla prole. I provvedimenti relativi all’affidamento condiviso sono sempre adattati al caso specifico e non esiste una regola generale la quale preveda le modalità ed i termini di tale forma di affidamento. Sono i Tribunali, volta per volta a determinare, sulla base del singolo caso, come debba essere attuato l’affidamento congiunto. C’è da dire che l’eventualità che il Tribunale disponga la collocazione del minore, per periodi alterni della stessa durata, presso le abitazioni dei singoli genitori è un evento raro. Normalmente si preferisce disporre la collocazione del minore, in modo prevalente presso uno solo dei due genitori, salvo il diritto per l’altro di vederlo e di tenerlo con se quando desidera. 

Modalità operative
E' la richiesta di Separazione dalla Vita Coniugale da parte di uno o entrambi i coniugi a cui segue il provvedimento del Giudice che autorizza i coniugi a vivere separati e stabilisce le condizioni per l'affidamento dei figli minori, l'assegnazione della casa familiare e l'eventuale pagamento di un assegno di mantenimento da parte di un coniuge in favore dell'altro e dei figli.

Chi può richiederlo
1) Separazione Congiunta o consensuale (richiesto da entrambi i coniugi) che haano già concordato le condizioni di separazione.
2) Separazione Giudiziale o contenziosa (richiesto da uno solo dei due coniugi) oppure quando è richiesta da entrambi ma non è possibile trovare un accordo sulle condizioni. E' necessaria la presenza di un legale per parte.

Quando Richiederlo
In qualsiasi momento.

Documenti da presentare
(a) Separazione congiunta o consensuale:
1) Certificato di residenza
2) Stato di famiglia
3) Certificato di matrimonio
4) Non è necessario un avvocato

(b) Separazione giudiziale o contenziosa :
1) Certificato di residenza
2) Stato di famiglia
2) Certificato di residenza del coniuge chiamato in causa
4) Documentazione a carico Avvocato