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Il Divorzio

Avv. Matteo santini - Foro di Roma

Con il divorzio si produce la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Il divorzio così come la separazione può avvenire secondo due percorsi alternativi, a seconda che vi sia o meno l’accordo tra i coniugi:
1) divorzio congiunto, quando c'è accordo dei coniugi su tutte le condizioni; in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi. Il ricorso per divorzio congiunto viene presentato dai coniugi quando sono passati tre anni dalla separazione. (Vi sono anche dei casi in cui non si devono attendere i tre anni dalla avvenuta separazione).
Il ricorso deve indicare le condizioni inerenti alla prole e ai rapporti economici tra i coniugi.
Il Tribunale valuterà la rispondenza delle condizioni pattuite congiuntamente dalle parti all'interesse dei figli.
Qualora il contenuto del ricorso non sia ritenuto conforme alla legge o all'interesse della prole il Tribunale, previa emissione degli idonei provvedimenti urgenti, nominerà un giudice istruttore, il quale, attraverso un giudizio ordinario, dovrà accertare la conformità delle clausole pattuite alla Legge.
In tal caso il giudizio diventerà di tipo ordinario, con l'obbligo della difesa tecnica.
Al contrario, se il Tribunale, ritiene che il contenuto del ricorso è conforme alla legge, emetterà la sentenza di divorzio.

2) divorzio giudiziale, quando non c'è accordo sulle condizioni; in questo caso il ricorso può essere presentato anche da un solo coniuge e si instaura una vera e propria lite giudiziale.
Con il divorzio i coniugi pongono fine definitivamente al rapporto matrimoniale.
Il divorzio è disciplinato dal codice civile (art. 149 c.c.) e dalle leggi 898/1970 e 74/1987.
Le cause che permettono ai coniugi di divorziare sono disciplinate dall'art. 3 della legge 1970/898 e riguardano prevalentemente la commissione di alcuni reati da parte di un coniuge nei confronti dell’altro o alternativamente la separazione ininterrotta per almeno tre anni a decorrere dalla prima udienza di comparizione dei coniugi innanzi al tribunale nella procedura di separazione personale.
Con il divorzio, marito e moglie perdono il loro precedente status di coniuge e possono contrarre nuove nozze.  La donna perde il cognome del marito.
Con la sentenza di divorzio il Tribunale decide su diverse questioni, quali a titolo esemplificativo: assegnazione dell'abitazione familiare, corresponsione eventuale dell’assegno divorzile (periodico o mediante versamento una tantum), questioni patrimoniali, affidamento dei figli e frequentazione degli stessi.

Modalità operative e F.A.Q. (dal sito del Comune di Germagno)
Il divorzio scioglie il vincolo coniugale, ma molti rapporti fra gli ex coniugi permangono, soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti economici e i figli minori. In questa sezione si spiega quando e come si può chiedere il divorzio e quali sono le sue conseguenze.

Che cosa è il divorzio?
E' lo scioglimento del matrimonio civile. Per i matrimoni concordatari (celebrati in Chiesa e trascritti al Comune) e per quelli celebrati da ministri di altri culti il divorzio incide soltanto sugli effetti civili.

Che effetto ha il divorzio sul matrimonio religioso?
Per la Chiesa il matrimonio religioso perdura finchè non ne venga pronunciato l'annullamento. Pertanto chi divorzia per la Chiesa risulta ancora sposato e non si può risposare con rito religioso. Analoghi principi valgono per gli altri culti.

Quando si può chiedere il divorzio?
La legge prevede i seguenti casi:
a. Quando i coniugi siano separati legalmente da almeno 3 anni, a decorrere da quando sono comparsi per la prima volta davanti al Presidente del Tribunale, e sia intervenuta la separazione consensuale omologata e la sentenza di separazione giudiziale. Se la separazione è stata di fatto può dare luogo a divorzio solo se è iniziata prima del dicembre 1968.
b. Se lì'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento e lo scioglimento del matrimonio e si è risposato all'estero.
c. Se l'altro coniuge è stato condannato con sentenza definitiva a una pena superiore a 15 anni o all'ergastolo, oppure a qualsiasi pena detentiva per incesto o per delitti contro la libertà sessuale o per induzione o sfruttamento della prostituzione; a qualsiasi pena per omicidio volontario di un figlio o per tentato omicidio del coniuge o di un figlio; a qualsiasi pena detentiva, con due o più condanne, per lesioni aggravate, violazione degli obblighi di assistenza familiare, maltrattamenti, circonvenzione d'incapace ai danni del coniuge o di un figlio.
d. Se il matrimonio non è stato consumato.
e. Se è stata pronunciata sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.

Per ottenere il divorzio è sempre necessario fare una causa e avere l'assistenza di un avvocato?
Sì, è sempre necessario

Quanti tipi di divorzio esistono?
Sotto il profilo della procedura due, il divorzio consensuale e quello contenzioso.

Che differenza c'è?
Nel divorzio consensuale le due parti sono già d'accordo sulle condizioni concernenti l'affidamento dei figli, l'assegno, la casa, la divisione patrimoniale, ecc. Esse presentano un unico ricorso e devono confermare la loro volontà davanti al Tribunale che pronuncerà la sentenza. Nel divorzio contenzioso uno solo dei coniugi presenta la domanda al Presidente del Tribunale, che stabilisce la convocazione dell'altro coniuge, il quale avanzerà le sue richieste. Se necessario, il Presidente pronuncia i provvedimenti di urgenza, quindi la causa prosegue avanti al Giudice Istruttore per raccogliere le prove necessarie in relazione alle domande delle parti. Alla fine il Tribunale pronuncerà la sentenza. Il procedimento è del tutto uguale a quello per la separazione giudiziale (vedere FAQ Separazione).

Ci si può opporre al divorzio chiesto dall'altro coniuge?
Non ci si può opporre se la richiesta è motivata dai fatti previsti dalla legge; si può però far presente, se è il caso, che mancano i presupposti: per esempio se dopo la separazione legale è avvenuta una riconciliazione.

Il giudice del divorzio è libero di confermare o modificare quanto stabilito nella separazione?
Sì, è libero di farlo. Le condizioni della separazione non sono vincolanti.