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Cass. civ. Sez. I, 07-03-2006, n. 4867

7 marzo 2005 ,

Il legislatore, nel rapportare la quota di trattamento di fine rapporto spettante all'ex coniuge agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio, ha ritenuto opportuno ancorarsi ad un dato giuridicamente certo e irreversibile quale la durata del matrimonio, senza possibilità di ricorso a criteri correttivi, piuttosto che ad un elemento incerto e precario come la cessazione della convivenza, escludendo in tal modo anche qualsiasi rilevanza in tale fattispecie della convivenza di fatto che abbia eventualmente preceduto le nuove nozze del coniuge divorziato, titolare del trattamento di fine rapporto.