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22/07/2014


Direttore Scientifico Avv. Matteo Santini del Foro di Roma

Vademecum in materia di diritto di famiglia e minori, separazioni, divorzi e tutela dei figli.

Avv. Matteo Santini - Foro di Roma

Il notiziario scientifico di diritto di famiglia, nasce nel tentativo di fornire informazioni relative alla normativa, dottrina e giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, nel campo del diritto di famiglia.

Una particolare attenzione sarà rivolta a temi quali separazione, divorzio, adozione, affidamento, riconoscimento dei figli, obbligazioni alimentari, alla luce delle più recenti pronunce dei Tribunali Italiani e dell’evoluzione della normativa in materia.

Lo scopo di questo notiziario scientifico di diritto di famiglia è quello di indirizzare ed informare i lettori attraverso un lessico che sia accessibile sia agli operatori del settore (avvocati, magistrati, psicologi) sia a comuni cittadini in cerca di informazioni comprensibili e mirate.

Tutti coloro che vorranno registrarsi sul sito, potranno accedere alla sezione "lo spazio del cittadino" che da la possibilità agli utenti del sito di porre quesiti generici e non personali in maniera assolutamente gratuita e ricevere periodicamente newsletter con aggiornamenti riguardanti nuove pubblicazioni e nuova giurisprudenza.

Ricordiamo a tutti i lettori che questo portale ha natura puramente scientifica e divulgativa senza alcun fine di lucro. Faremo del nostro meglio affinché questo notiziario possa diventare un punto di incontro, di studio e di ricerca per tutti gli operatori nel campo del diritto di famiglia e per tutti coloro i quali, pur non essendo avvezzi a muoversi nei meandri e nei labirinti del diritto, vogliano documentarsi sulla materia mediante uno strumento di facile accessibilità e di agevole consultazione quale un sito web. Conoscere i propri diritti ed i propri doveri è il modo migliore per evitare o risolvere controversie ancor prima che esse possano venire alla luce.

Avv. Matteo Santini (Foro di Roma)

COS'E IL DIRITTO DI FAMIGLIA ?

Il diritto di famiglia è un ramo del diritto civile che regolamenta i rapporti familiari, quali il matrimonio, i rapporti personali fra i coniugi, i rapporti patrimoniali nella famiglia, la filiazione, i rapporti fra genitori e figli, la separazione, il divorzio, le obbligazioni alimentari e gli obblighi di mantenimento del coniuge più debole.
La Costituzione Italiana dedica alla famiglia tre articoli:
- l'art. 29 sancisce che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare".
- l'art. 30 dispone che "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità".
- l'art. 31 stabilisce che "La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo".
Dalle suddette disposizioni si possono estrapolare i principi cardine che regolano il diritto di famiglia

  1. il principio di autonomia della famiglia;
  2. il principio di uguaglianza fra i coniugi;
  3. il principio di tutela dei figli (nati dal o fuori dal matrimonio);
  4. l’obbligo a carico di entrambi i genitori al mantenimento, istruzione ed educazione della prole;
  5. il principio del sostegno pubblico ai compiti educativi della famiglia;.

Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro del codice intitolato "Delle persone e della famiglia". La concezione del diritto di famiglia è profondamente mutata dal 1942 (anno in cui è entrato in vigore il codice civile). All’epoca, la famiglia era basata sulla subordinazione della moglie al marito, sia nei rapporti personali sia in quelli patrimoniali, sia nelle relazioni di coppia sia nei riguardi dei figli; e fondata sulla discriminazione dei figli nati fuori dal matrimonio (figli naturali), che ricevevano un trattamento giuridico deteriore rispetto ai figli legittimi.
La riforma introdotta dalla legge 19 maggio 1975, n. 151, ha finalmente apportato sostanziali modifiche dirette ad uniformare le norme ai principi costituzionali.
Con la legge del 1975 venne riconosciuta la parità giuridica dei coniugi, venne abrogato l'istituto della dote, venne riconosciuta ai figli naturali la stessa tutela prevista per i figli legittimi, venne istituita la comunione dei beni come regime patrimoniale legale della famiglia (in mancanza di diversa convenzione), la patria potestà venne sostituita dalla potestà di entrambi i genitori.
Il diritto di famiglia nel corso degli anni è soggetto ad ulteriori modifiche, frutto sia di elaborazioni Giurisprudenziali sia di importanti norme tra cui spiccano la legge sul divorzio (legge n. 898/1970, modificata nel 1987 con legge n. 74/1987), e la recentissima legge 54/2006, sull'affidamento condiviso che ha rivoluzionato la disciplina dei rapporti genitori-figli così come disciplinato dal codice civile.

Leggi l'articolo sulla figura dell'avvocato matrimonialista e divorzista pubblicato su MONDO PROFESSIONISTI: clicca qui


Argomento del mese

Il disconoscimento di paternità

Avv. Matteo santini - Avv. Beatrice Maiolini

La filiazione, così come la famiglia legittima, è uno degli istituti fondanti il nostro sistema, tutelato e riconosciuto dalla Costituzione e dall'intero apparato normativo italiano. Si comprende, quindi, la particolare attenzione che il legislatore ha dedicato all'azione di disconoscimento di paternità, il cui scopo è l'accertamento negativo dello stato di legittimità di un figlio così come risultante dall'atto di nascita. Con detta azione, quindi, il presunto padre (o gli altri soggetti legittimati e tassativamente indicati dalla legge) adisce l'Autorità Giudiziaria per far accertare che il soggetto che risulta dai registri di nascita esser suo figlio, in realtà non lo è dal punto di vista biologico.



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Quesito

Mio marito è tornato a casa dei suoi. Il nostro matrimonio è fallito perchè l'insicurezza di mio marito lo vedeva in ogni situazione sempre in ricorsodei suoi genitori. Lui ovviamente nega tutto. I suoi atteggiamenti quando abitavamo insieme erano aggressivi e lo sono ancora anche quando viene a prendere il bambino per portarselo a casa di sua madre. Il mio matrimonio è stato fatto di insulti minacce e la presenza costante dei vari consigli dei genitori anche sul modo di vestirsi. Nei miei confronti non aveva nessuna attenzione soprattutto sessuale.Quando era presente sua madre e tornava o andava a lavoro non mi salutava. mi ha detto cose orrende e di morte che non ho registrato perchè quando si litigava soprattutto quando abitava con me non potevo registrare mi avrebbe scoperto. Pertanto, vorrei sapere se posso chiedere l'affidamento esclusivo del bambino visto che lui ha atteggiamenti aggressivi con me anche quando c'è lui. Grazie!

21/10/2012

Risposta


Recensioni

 

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